Luciano Ponzio

CIELO

acrilico e collage su ruota di legno

diametro cm 80 ca

1999

acquisita dalla Banca di Credito Cooperativo di Conversano (Ba)

 

Cosa può dare meglio, come forma geometrica, l'idea di Cielo, se non il cerchio, la ruota? Il Cielo è apertamente, sfacciatamente, piatto, ma all'occhio più furbo è subito sottintesa la curva. L'orizzonte non è mai stato orizzontale. In questo dipinto i colori adoperati sono effettivamente quelli del Cielo. Ma come nascono, non come giungono ai nostri occhi, dopo il filtro di milioni di anni e milioni di atmosfere. È duro, infatti, pensare al Cielo in questi termini, in questi colori. Ma sono questi i colori che in realtà ribollono, puri, nelle supernove o nelle bianchissime stelle nane. Ma l'uso della ruota suggerisce altro. Un legame tra l'alto e il basso, il sublime e il bestiale. La ruota di carro, come forma, il cerchio, tende alla perfezione; come realtà, uso, precipita in basso, a livello della strada, e si sporca di fango. Del resto questo legame è solo nella nostra mente, come nella nostra mente sono le distinzioni tra l'alto e il basso. È degno di nota anche l'uso di buchi nel legno, buchi neri, colorati e l'esplosione radiale di sassolini, comete, che interagiscono con gli altri elementi del firmamento senza però stabilire un ordine gerarchico con gli altri elementi: le nuvole o il sole.

di Dario Dellino, Meridies, n. 51, 1999, p. 35

 

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